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Tengo una pena
que casi puedo decir
que yo no tengo pena:
la pena me tiene a mí.
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Codice del template Musica-nero
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Tengo una pena
que casi puedo decir
que yo no tengo pena:
la pena me tiene a mí.
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Oggi traducevo alcuni brani di un mio carissimo amico, nonché sublime poeta britannico. Valutavo la fortuna di colei le cui labbra sono state paragonate in versi a quelle di Clara Bow, e la meraviglia scaturita dall'inaspettato ingresso di Humphrey Bogart sul finale Here's looking at you, kid...
Non è da tutti - questo lo sapevo già. Ma è quasi da nessuno - e questo l'ho scoperto amaramente sulla punta della mia lingua.
Comunque mi consolo rileggendo la poesia che è stata scritta per me, e per me sola. Lì sono una specie di fantasma liquido sul pontile di legno. Agito una mano, con grazia, nella bruma lacustre promettendo il confortante calore di un giaciglio... C'è qualcosa di vero in tutto questo. Soprattutto l'inconsistenza.
Passano i mesi.
Sono sempre sola.
Solo le Parole - pochissime - rimangono a farmi compagnia.
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Ho in mente una quantità di immagini in bianco e nero.
Alcune sono riflesso di sogni inconfessabili, un freak show da fiera vittoriana. Corpi di uomini glabri e scultorei - più sculture calde che corpi veri e propri - accatastati nei magazzini sotterranei del Museo degli Uffizi. Io che vago con una fotocamera digitale coreana per riportarli alla vita gridando "SI-PUÒ-FAREEEEE!!!" come Gene Wilder o Walter Veltroni, as you like it. Oppure io stessa fotografata da mì misma quando mi rendo conto di lasciar trasparire la-cosa-immonda-che-stava-dentro-la-signora...
Ah, cosa darei per veder materializzati tutti i miei mostri! Di solito gli esseri umani fuggono non appena Berenice sventola le sue chiome fulve facendo tintinnare i campanelli d'argento che porta legati alle caviglie. Si spalancano i cancelli dell'inferno non appena qualcuno nota un'impercettibile variazione nella tonalità dominante dell'iride, ed è subito un accalcarsi mostruoso - questo sì, perché non è di classe e fa molto "inizio saldi con casalinghe" - di fenomeni da baraccone che si spintonano per fare capolino tra i lineamenti rinascimentali della tenutaria del lupanare.
C'è un discreto affollamento, quest'oggi. Gira la voce che stia per succedere qualcosa e nessuno è disposto a perdersi lo spettacolo. La Signora allaccia le sue scarpe da ballo, lentamente. Sì. Sta proprio per succedere qualcosa. Non spingete.
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Lerici (La Spezia), aprile 2005.
Mentre corvi di plastica presidiavano muti il porto dall'invadenza dei gabbiani, qualcuno si avvicinò al muro della piazzetta che portava al ripido sentiero del castello. Si guardò intorno con poca convinzione, più per abitudine che per un reale timore di essere osservato, ed estrasse dalla borsa di tela che portava a tracolla un pennarello nero.
Era un ragazzo giovane, non aveva nemmeno vent'anni. Trasandato e studiatamente logoro come tutti i ragazzi della sua età, i capelli biondo cenere tenuti lunghi fin quasi alle spalle, la frangia spettinata che gli copriva l'occhio sinistro. Meditò per qualche istante fissando il muro color pastello di un coffee shop per turisti con aria irritata. Un pensiero si dimenava costantemente nella sua mente e rimbalzava ossessivo dalle sinapsi al cuore.
Non poteva dimenticarla.
E non l'aveva avuta nemmeno per una sera.
Posò esitante la punta del pennarello nero sull'intonaco ruvido e cominciò a scrivere di Lei. Si concentrò e la grafia nervosa si fece più fitta e più marcata.
Un pensiero lasciato in sospeso con un tratto continuo _______ tanti punti per un segmento di retta senza inizio né fine.
Come Lei.
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"Uno diventa due, due diventa tre, e mediante il terzo e il quarto compie l'unità; così due sono uno."
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(L'Assioma di Maria, III sec. d.C.)
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Oui...
Sono tornata per amor del Conte.
Vesto un lutto addolcito dalla percezione profonda, direi molecolare, della persecutio, quindi mi accingo a ritornare a scrivere moltiplicata, multipla. Lo scoglio del Silenzio è stato superato - ancora una volta ne sono uscita viva. Anche questa è una piccola vittoria della Bellezza sulla Corruzione.
... Je suis très beau.
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Perché non hai voluto più combattere?
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Fanculo.
Io sono favolosa.
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